mercoledì 14 dicembre 2011

Samb Modou, 40 anni. Diop Mor, 54 anni. Gianluca Casseri, 50 anni. Ovvero del male

Dopo l'incendio al campo rom di Torino, l'aggressione a cittadini senegalesi a Firenze.
Liquidare chi ha compiuto questi gesti come folle è semplicistico, perché annulla le responsabilità dell'ambiente culturale che li ha resi possibili.
Ma altrettanto semplicistico è affermare che queste persone sono odiosi razzisti, e magari gioire del suicidio del pistoiese di Casa Pound.
Perché io per me non riesco più ad odiare e detestare se non le ideologie che si impadroniscono degli uomini, ma non gli uomini che ne sono posseduti. Vedo le loro responsabilità, non giustifico i loro gesti, mi fanno orrore e non li apprezzo ma loro, questi uomini soli e offuscati, continuano a farmi una gran pena.
L'unica soluzione che mi viene in mente è provare a migliorare me, e di conseguenza il mondo che mi sta intorno. Sforzarmi di vedere più chiaramente, di costruire con più lucidità, di sentire con maggior precisione, di progettare con più serenità e di viver con più amore.
Per sconfiggere il buio, ai roghi dei colpevoli, preferisco il mio piccolo cerino.

lunedì 12 dicembre 2011

Cose per cui resterò orgogliosamente bambina/1

Mi piace uscire di casa lasciando suonare una canzone di sottofondo, la canzone scelta per dare il ritmo alla mia giornata. Mi sembra di essere la protagonista di un film

venerdì 9 dicembre 2011

Sapevatelo.

Chi non ha desideri è perché teme che si avverino. Chi ne ha, ha la stessa paura.

giovedì 8 dicembre 2011

Lentius. Profundius. Suavius

Ho riguardato le mie foto su FB. Tralasciando di commentare l'uso poco creativo e decisamente narcisistico del mio tempo, ho scoperto che in questo momento mi trovo più bella con i capelli più lunghi.
Ma ormai me li sono tagliati a più riprese, e pure con soddisfazione. Non avendo quel sistema di allungo di alcune bambole tardo novecento, se iniziassi a tirarli per farmeli crescere, mi ritroverei semplicemente pelata.
E' una scoperta mica da poco, cosa credete? 

mercoledì 7 dicembre 2011

martedì 6 dicembre 2011

Prendo la mira

Riuscire ad impressionare un singolo fotogramma di pellicola (o codificare una singola immagine in codice binario) esattamente come uno ce l'ha in mente, è uno sforzo incredibile.
Contro il tempo, lo spazio, gli attori giusti ma cani o bravi ma sbagliati, l'ambulanza che passa, la sfiga, la pioggia, le cavallette e tutte le 12 piaghe d'Egitto che si danno convegno.
Da producer e aiuto regia lo so bene, e sono pronta quasi a tutto.
Ma mi rendo conto che lo sforzo più grande per diventare davvero ciò che sono, una regista, va diretto in un solo punto. La mia resistenza.

domenica 4 dicembre 2011

Guardate il video da 4:07

Cercavo una canzone dei Depeche Mode su youtube. Ho trovato questo gioiello. Perché le cose migliori arrivano senza volerle né cercarle.

sabato 3 dicembre 2011

Lateralmente, dell'(in)utilità

Come un maiale, della vita non si butta via niente. Ma non è detto che a tutti piacciano il sanguinaccio o la soppressata.

venerdì 2 dicembre 2011

Io sono strabica

Per questo vedo meglio. Perché vedo la realtà da più angolazioni contemporaneamente. 

mercoledì 30 novembre 2011

La chiara visione

Il film di Fabio Volo, il nuovo singolo di Biagio Antonacci, la mancanza della bicicletta, le mie gambe non depilate.
Devo trovare rimedio a tanta desolazione.

martedì 29 novembre 2011

Get the party started

Ultimamente mi sembra di vivere qui, ma ora ho deciso di uscire lo stesso. Qualche cosa di vero lo troverò, che sia la spazzatura all'angolo delle strade, un bambino che mi fa una linguaccia o odore di umanità, amerò tutto. E se invece alla fine scoprirò che è tutto finto, avrò imparato qualcosa.

lunedì 28 novembre 2011

Io sono nessuno

E' l'unica cosa che mi voglio ricordare. Ed è quella che mi dimentico sempre. 



venerdì 25 novembre 2011

Il potere è tuo

Il futuro esiste solo come scelta da fare adesso, nel presente, in questo istante.
Invece di scrivere questo post potrei fare altre mille cose: lavarmi i denti, pensare a chi non c'è, guardare Striscia la notizia, leggere Pirandello, lavorare ad un soggetto, iscrivermi ad un sito di escort, iniziare a studiare arabo, comprare una casa on line, giocare a poker sempre on line, passarmi un ferro da stiro rovente sulla mano, infilare due chiodi nella presa elettrica, picchiare un cane randagio, meditare, contare le monetine nel portafogli e tutto ciò che mi viene in mente.

Ogni scelta cambierebbe, molto o poco non conta, il futuro.
Ora moltiplica questo effetto per tutti i secondi della tua vita. Il risultato dell'operazione è il titolo del post. Il suggerimento sottinteso è: prenditelo. L'imperativo è: smettila di frignare.

Se ho deciso di scrivere questo post invece di dedicarmi ad altro è perché sono certa che gli effetti di questo siano molto più importanti di qualsiasi altra cosa potrei fare ora. Per me e pure un po' per voi.


giovedì 24 novembre 2011

Consapevolezze

La casa di proprietà, la famiglia, la religione, la macchina, il fidanzato, il lavoro fisso, il mutuo, gli orari dei treni, le vacanze ad agosto, la polenta e coniglio alla domenica, il divano a fine giornata.
Potenti dighe contro la dissoluzione dell'io. Mi sentirei sicura se potessi crederci. Ma non posso. Ho disprezzato per la rabbia chi ci riusciva, ora al massimo lo invidio un po'. Ma io semplicemente non lo so fare. Ed ogni volta che ci provo mi dissolvo un po' di più.
Sto trovando altri collanti, che facciano per me, ma il divano a fine giornata, quello credo di poterlo sopportare. E se proprio volete regalarmi una casa, saprò cosa farne.

mercoledì 23 novembre 2011

Make it real

Non puoi portarti il mondo sulle spalle, e nessuno porta te sulle spalle. Il mondo, e te stesso, stanno dentro la tua testa. 
Keep rolling.


martedì 22 novembre 2011

Cose che ho capito solo da single e che in caso di nuova relazione sarebbe meglio ricordare/8

Non volevo scrivere oggi, che ho già scritto un post stanotte e poi esagero. Ma mentre preparavo il caffé d'orzo ho capito una cosa e dovevo metterla nero su bianco prima che svanisse.
In amore la frase "Non mi sembra di pretendere troppo" non esiste. Una pretesa è già una pretesa di troppo.
Del resto però se una pretesa urge in noi, non possiamo pretendere che non pretenda. Perché staremmo pretendendo verso noi stessi, e quindi non ci ameremmo. Quindi quando una pretesa arriva, bisogna fermarsi, guardarla bene e capire da dove arriva. Non dirle né sì né no, solo chiedere di farsi riconoscere. E poi accettarla, e trasformarla da urlo (interiore o esteriore che sia) a presa di coscienza di ciò che vogliamo nel profondo.
Poi, forse, se ne avremo voglia, potremo guardare le pretese altrui, e capire cosa dicono davvero.




Forse non ve ne siete accorti...

...ma io non sono Wonder Woman. Al massimo ricordo l'Ape Maia.