venerdì 13 luglio 2012

The pursuit of happiness

Until you make the unconscious conscious, it will direct your life and you will call it fate.  Carl Jung
The pursuit of happiness, il famoso diritto riconosciuto nella Dichiarazione d'Indipendenza USA non è e non può essere un lavoro solo mentale. Come i personaggi ben riusciti dei film, bisogna fare delle cose pratiche per ottenere ciò che si vuole. Stare zitti e fare. Al massimo far sì che la parola sia azione in altra forma, mica chiacchiere e distintivo.
Stamattina ho fatto una lista delle cose che veramente devo e voglio e soprattutto posso perseguire:

- una casa da comprare a Milano (bilo o trilocale con terrazzo)
- incontrare due persone che vogliano fare un percorso di un paio di mesi alla scoperta del sogno lucido
- un lavoro che grazie alle mie competenze vere o simulate (scrivere, pianificare, dirigere, consigliare) mi faccia guadagnare tanti soldi (meglio se rubando ai ricchi per dare ai poveri come me)
o in alternativa a questo
- incontrare un artigiano (ceramista, incisore, fabbro, erborista) che voglia insegnarmi il suo mestiere
o in alternativa a questo
- decidermi a fare un lavoro che abbia a che fare con il corpo: massaggiatrice, osteopata, insegnante di yoga
e poi
- migliorare come attrice: trovare scuole, corsi, workshop, registi da affiancare
- accettare l'amore così come si presenta
- tempo, soldi, attrezzature e un producer per girare dei corti
- coraggio. Tanto.

Per l'ultimo punto sono solo fatti miei, per gli  altri si accettano suggerimenti o candidature. 


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